Padiglione Oikos

Padiglione Oikos

Nella storia dell’abitare dell’uomo sulla terra alcuni elementi architettonici più di altri si sono rivestiti di un’essenza poetica e simbolica, che li ha fatto assurgere ad archetipi, divenendo manifestazione significante di una data realtà.

La porta, determinando l’atto del passaggio, per le implicazioni filosofiche insite in tale concetto, è uno di questi.

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Il padiglione nasce per un concorso bandito da Oikos Venezia S.r.l.

Ho preso spunto da una porta della loro corrente produzione che è stata nominata  “Infinito”, di grande impatto visivo non solo per la cura adoperata nel design, nella scelta dei materiali, nelle lavorazioni e nei dettagli. Evoca, a mio giudizio e, non solo nel nome, quell’impalpabile “atmosfera” di leopardiana memoria, quell’ ”ultimo orizzonte” escluso dallo sguardo, in cui risiedono le nostre emozioni, i desideri, le ambizioni, i sogni.

Nel mio progetto per lo stand che avrebbe dovuto rappresentare l’azienda sono partita da lì, dalla porta “Infinito” e ho esteso le sue stesse linee nello spazio, facendole divenire “prospettiva evocata”, ispirata ai celebri modelli palladiano e borrominiano: un invito al passaggio e poetica mediazione tra momenti di vita diversi, tra esterno ed interno, tra natura e costruito, tra paesaggio e architettura.

All’interno ho inteso realizzare uno spazio geometricamente puro, cuore di cristallo, nel quale i riflessi del vetro bianco gesso passano dalle pannellature delle porte alle pareti, senza soluzione di continuità.

Il lampadario “Wireflou” di Vibia, contribuisce a rendere la luce componente invisibile dello spazio architettonico, nonché a rimandare nuovamente alla forza della linea, nel suo ruolo di generatrice di forme e di spazio.

Linee di luce ma anche di ombre, quali quelle che ho pensato di proiettare, quale allusiva citazione, sulla volta interna della cupola centrale.

Nel padiglione sono state inserite molte porte, non tutte necessariamente apribili, ma completamente integrate nelle pareti. Infatti la naturale eleganza delle porte è capace di irradiarsi nello spazio circostante.

L’attenzione ai materiali e ai dettagli, la possibilità di realizzare boiserie e rivestimento di pareti con identiche finiture, sistemi fiancoluce e sopraluce, complanarità tra porte e pareti generano questa alchimia: lo spazio si arricchisce divenendo caldo, accogliente e prezioso.

Per gli arredi ho pensato a pochi oggetti di design, fatti di materiali eterei, costruiti anche essi da esili linee, come gli arredi e i complementi disegnati da Nemo per Cappellini, o semplicemente di vetro.

Un unico filo conduttore per definire l’ elemento porta, nelle sue molteplici varianti, creato per accoglierci in tutti gli spazi della vita.

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