Luxy Chair

Luxy Chair

Un oggetto di design è, al pari di un componimento poetico, essenzialmente linguaggio, esplorato prevalentemente con lo sguardo.

Questo progetto nasce dal desiderio di rappresentare la bellezza della natura, di ispirarsi ad un fiore e alla sua capacità di regnare tra le spine in tutto il suo splendore, di evocare “l’Ideale” di Rabindranath Tagore:
“Oggi sotto il cielo dell’aurora
Luccichii di rugiada,
sotto le piante in riva al fiume
scintillii di sole;
in ressa
riempiono il cuore.
Questo io so:
nell’immenso universo, delle acque
senza sponde dell’ideale
i palpiti del loto.
Questo io so:
io verbo nel verbo,
io canto nel canto,
io vita nella vita,
io brillante luce
nel cuore spezzato delle tenebre.”

Partner

Evocare
"Giornate d'aria e di luce in cui le cose aprono segrete fessure e persino la goccia di rugiada più minuscola ha una piccola porta e ci fa entrare nel suo regno nascosto"
Fabrizio Caramagna
Perché
"Nella rugiada delle piccole cose il cuore scopre il suo mattino e ne è ristorato"
Kahlil Gibran, Il profeta, 1923
Se l’abitare poetico  è atto di appropriazione dei significati radunati dalle cose, occorre rivelare la “cosità delle cose”, rendere possibile il “raduno”  di terra e  cielo, mortali e divini, aprendo quel  mondo che conferisce alle cose il loro aspetto e agli esseri umani la visione di se stessi.
Il progetto persegue, dunque,  la necessità di pensare un oggetto capace di  divenire compagno di viaggio nella ricerca dei nostri desideri e dei nostri sogni, un oggetto “significante”, nel senso dato da Ungaretti alle parole  “fatto di suono…in rapporto agli echi evocati”
Un oggetto di design  è, al pari di un componimento poetico, essenzialmente linguaggio,  esplorato prevalentemente con lo sguardo.
Nell’affrontare questo tema come viaggio il pensiero si è posato sul  fiore di loto,  magnifica metafora dei processi di rigenerazione. Il loto affonda le sue radici nel fango ma risale in superficie immacolato e bellissimo. Pianta di indole vagabonda, ama spaziare attraverso il regno delle acque, diffondendo il suo profumo che emana non dai fiori ma dalle foglie.
Attraverso i secoli e le civiltà il loto ha assunto un’aura di sacralità e mistero, assurgendo a simbolo di purezza, divinità, totalità, ammaliando per le sue straordinarie caratteristiche, dalla capacità dei semi di rimanere vitali per secoli, a quelle delle foglie di non bagnarsi pur vivendo nell’acqua, grazie alla loro superficie, leggermente irregolare, coperta da un sottile strato di cera,  così vellutata da raccogliere  di notte, senza quasi sfiorarle, le gocce di rugiada,   brillanti all’ alba come perle.
Un’immagine leggera e profonda, in grado di stimolare percezioni sensoriali e associazioni psichiche, quiete e senso di benessere.
La seduta tecnicamente è costituita da un’anima in metallo rivestita da una foglia in cuoio o pelle su supporto schiumato.
I tagli evocano le nervature vegetali, permettendo il diffondersi di una trama, creando un gioco di ombre e di luce che ricorda i ritmi del fluire del tempo, lo schiudersi dei fiori alla luce del sole, il brillare delle foglie con i bagliori della luna.
Destinatari della seduta sono tutti coloro che credono nella poesia che risiede nell’uomo e nelle sue radici, nella storia e  nella cultura, in alleanza con la natura.
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